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Recensione del libro: Niente caffè per Spinoza

24-02-2020

Perché si compra un romanzo? Il consiglio di un’amica, una recensione intelligente, il parere del libraio competente (raro, sia il consiglio che la competenza, ma ci sono).
Io “Niente caffè per Spinoza” l’ho comprato per il titolo e per una nota biografica sull’autrice, Alice Cappagli: violoncellista della Scala dal 1982. Il fatto che sottolineasse di essere livornese mi interessava meno, ma leggendo il romanzo ha il suo bel peso.
Una storia delicata , una donna trova un lavoretto da un professore di filosofia cieco, che le chiede spesso di leggere qualche brano: Epitteto, Pascal. La filosofia come consigli per la vita, appigli di memoria per lui, pensieri che le si insinuano e la spingono a cambiare la sua vita. Un incontro che fa bene a tutti e due, il professore è meno solo, lei si affeziona a lui e al pensiero di questi maestri. Livorno è molto presente, non uno sfondo ma un luogo dell’anima. Non mi ha entusiasmato l’uso del dialetto per qualche personaggio, ma è peccato veniale. Spinoza, il grande Spinoza, leggetelo ne La questione Spinoza di Yalom. Qua non gli si offre il caffè. La filosofia serve? Forse sì, del resto è appena uscito in una proposta di Repubblica “Platone è meglio del Prozac”.


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