"Psukè, dove attraccano le barche che portano psicologia nelle forme più diverse: lì si troveranno la psicosintesi di Roberto Assagioli e l'etnopsichiatria, l'antropologia e le psicologie altre."
È pressoché impossibile descrivere a parole l’esperienza della risonanza vocale. E ciò è dovuto alla natura stessa di tale esperienza, avendo essa a che fare con una modalità di conoscenza diretta della realtà: una adesione e una fusione, volontaria e consapevole, ad un fenomeno che si pone di fronte a noi, senza alcuna mediazione di carattere intellettuale e razionale.
Tale fusione avviene attraverso lo strumento vocale. La voce non è dunque
la finalità di questo lavoro, ma il mezzo.
In quanto strumento, ha naturalmente bisogno di essere
affinato, reso duttile e responsivo: e ciò può avvenire
sia attraverso una pratica, per così dire, “collaterale” che
lavori sul corpo e sulla voce dall’esterno, sul piano della consapevolezza
tecnica, sia attraverso la stessa pratica della risonanza vocale che
lavora sul corpo e sulla voce, diciamo, dall’interno, sul piano
della consapevolezza interiore di ciò che sta dietro e dentro
i fenomeni.
In fisica la risonanza è descritta come la capacità di
un corpo di ricevere, assorbire e ri-emettere le vibrazioni prodotte
da un altro corpo che vibra.
Ma si parla anche, nel linguaggio comune, della risonanza
emotiva creata da un evento, o dell’essere “sintonizzati
sulla stessa lunghezza d’onda” sul piano delle emozioni
o del pensiero.
Dunque un evento, qualsiasi sia la sua natura, può creare risonanza.
E noi, in quanto esseri umani, abbiamo la capacità di entrare
in risonanza con eventi di qualsiasi natura.
In tal senso, la voce (inscindibilmente collegata
con l’udito) non è che uno strumento, molto fine, per
esercitare ed allenare la nostra capacità di “sentire” il
mondo, nell’accezione più ampia del termine.
Entrare in risonanza e fondersi con l’oggetto della propria
conoscenza implica, come si potrà sperimentare attraverso la
voce, abbandonare la distinzione classica fra soggetto conoscente e
oggetto conosciuto, ed accettare i risultati, costantemente in evoluzione,
della relazione fra due soggetti.
Cosa succede, infatti, quando due o più corpi vibranti (due
persone con la loro voce, per esempio) cercano di entrare in risonanza
gli uni con gli altri?
Se le loro vibrazioni riescono a trovare un equilibrio,
senza che nessuna di esse prevalga troppo nettamente sulle altre, possiamo
assistere alla nascita spontanea di una nuova vibrazione (nel caso
vocale, di una nuova esperienza sonora) generata dalla relazione fra
le vibrazioni di partenza.
Questa nuova esperienza sonora sarà continuamente soggetta a
fluttuazioni del suo stato generate dalle modificazioni nell’equilibrio
fra le singole componenti (le quali, essendo vive, mutano nel tempo).
A loro volta i singoli elementi all’origine della nuova esperienza
sonora saranno influenzati dalle variazioni del sistema nel suo complesso.
Il continuo gioco degli anelli di retroazione che
si influenzano a vicenda mantiene il sistema in uno stato di equilibrio
dinamico in cui non è più possibile isolare le singole
componenti e le singole qualità: è solo possibile osservare
l’incessante gioco delle relazioni e le situazioni dinamiche
che ne derivano.
Nell’esperienza umana, la componente fisica (alla quale tradizionalmente
si relazione la tecnica nella pratica artistica) non può essere
separata da una componente emotiva e da una mentale: le tre componenti
sono inscindibili.
Cercare di entrare in relazione di risonanza con
una esperienza fisica quale la voce di un uomo implica necessariamente
incontrarsi con la sua emotività e con il suo aspetto mentale.
E questo significa mettere il gioco la propria emotività e il
proprio aspetto mentale. E lasciare che da questo incontro si generino
nuove esperienze, spostando l’attenzione da noi stessi ad un
processo che si compie e si mantiene (pur nella continua trasformazione)
per mezzo della relazione attiva e dinamica fra noi e altri individui
o altri fattori ambientali.
Spostare l’attenzione dalle “cose” alle “relazioni”: è il
principale pensiero di riferimento della cultura del nuovo millennio.
L’esperienza della risonanza vocale viene proposta come modalità di
riflessione e sperimentazione pratica di un simile processo.
Gianluigi Tosto

