"Sotto il faro di Punta Sophia c'è una grotta sulla spiaggia di sassi, ove una volta vivevano degli eremiti: per questo lì si trovano scritti di spiritualità, di meditazione, dalle diverse tradizioni sapienziali."
Primo giorno di scuola. C'era un grande
silenzio soffice, in cui si avanzava a fatica. La Dea dai mille seni
aspettava, lei non poteva fare neanche un passo; dovevano essere loro
a trovarla. I bambini arrivavano a gruppetti. Non lasciavano mai solo
chi si era perso, per questo ci mettevano tanto. Un brusio di lacrime
li guidava.
Man mano che arrivavano si addormentavano sui suoi seni. La Dea cresceva perché i
bambini erano tanti, erano troppi. La tenerezza si mescolava a un'ira feroce,
che le faceva rotear gli occhi e le mille braccia. I bambini di lei non avevano
paura; nessun altro osava avvicinarsi, solo ai piccoli offriva rifugio. Ai grandi
sarebbe stato impedito di dimenticare, per molte vite a venire: negli occhi il
sangue nelle orecchie le grida nella testa i pensieri freddi nel petto le paure
rabbiose. Le lingue, secche.
Ricordare per sempre forse non sarebbe bastato.
Anche la Dea sentiva un desiderio di dormire, mentre l'ultimo dei bambini morti
si attaccava al suo seno.

